RISTORANTE RENATO
Ristorante Renato · dal 1966

Una storia che viene da lontano

Renato e Maria Teresa. Due vite, una famiglia, sessant'anni di ristorazione.

1966 — 2026

Ci sono luoghi che raccontano una storia molto più lunga di quella scritta sulla loro insegna. Luoghi che cambiano aspetto, attraversano generazioni, accolgono migliaia di persone e finiscono per diventare parte della memoria di un territorio.

Il Ristorante Renato è uno di questi.

Dietro il suo nome ci sono sessant'anni di attività, ma soprattutto una storia familiare che comincia molto prima del 1966. Una storia fatta di sacrifici, incontri, lavoro, speranze e della volontà di costruire qualcosa che potesse durare nel tempo.

È la storia di Renato e Maria Teresa, e delle persone che hanno condiviso con loro un lungo percorso di vita.

Le origini, tra povertà e guerra

Renato nasce il 15 luglio 1935 a San Michele Extra, alle porte di Verona, in una famiglia numerosa nella quale il lavoro rappresenta una necessità quotidiana.

Il padre è un artigiano abile nella lavorazione e riparazione delle calzature, mentre la madre si occupa della casa e dei figli, cercando ogni giorno di far bastare le poche risorse disponibili.

Sono anni nei quali nulla viene sprecato. L'alimentazione è semplice, spesso ripetitiva, e la possibilità di concedersi qualcosa di diverso dal solito rappresenta un piccolo lusso.

Poi arriva la Seconda guerra mondiale.

La vicinanza della casa alla linea ferroviaria Milano–Venezia espone la famiglia ai pericoli dei bombardamenti. I genitori decidono così di allontanarsi dalla città, trovando rifugio in una piccola chiesa sconsacrata nella campagna veronese.

Renato ha soltanto otto anni.

In quell'edificio, con finestre riparate alla meglio e una sola stufa a legna, la famiglia trascorre due interi inverni. Si dorme tutti insieme, cercando di conservare il calore, mentre il cibo viene preparato con ciò che si riesce a trovare.

Le sirene antiaeree, il rumore degli aeroplani e la paura dei bombardamenti diventano parte della vita quotidiana.

Ma nei ricordi di Renato non ci sono soltanto privazioni e paura. Rimangono impressi anche i momenti trascorsi con i familiari, la capacità di arrangiarsi e i piccoli gesti di generosità.

Fra tutti, ricorda quello di un contadino che un giorno gli regalò un pezzo di pane bianco.

Per un bambino abituato al pane nero, alla polenta e alle minestre, quel semplice pezzo di pane aveva il sapore di un dolce straordinario.

Un ricordo apparentemente piccolo, ma capace di raccontare un'intera epoca.

Nel 1945 la guerra finisce. La famiglia può finalmente pensare al ritorno a una vita normale, anche se le difficoltà economiche non scompaiono.

Renato cresce con una convinzione che lo accompagnerà negli anni: per migliorare la propria condizione bisogna lavorare, imparare e soprattutto non aspettare che le occasioni arrivino da sole.

I primi lavori e la scoperta di un mestiere

Terminata la guerra, Renato riprende gli studi elementari, interrotti dagli eventi bellici.

Il desiderio di contribuire alle necessità familiari lo porta però molto presto nel mondo del lavoro.

Comincia aiutando alcuni parenti che si occupano della preparazione e vendita dei gelati, prima in un piccolo chiosco e successivamente presso alcune strutture militari.

È un lavoro semplice, ma gli permette di conoscere qualcosa che scoprirà di apprezzare: il rapporto diretto con le persone.

Nel febbraio del 1950 arriva una prima occasione importante. Renato viene assunto al buffet della stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova.

Ogni mattina parte in bicicletta da San Michele Extra e raggiunge la stazione, dove inizia una giornata di lavoro che termina soltanto alla sera.

All'inizio non gli vengono affidati compiti particolarmente prestigiosi. Pulisce i pavimenti, lava bicchieri e posate, si occupa delle necessità più semplici.

Ma osserva.

Osserva i camerieri, l'organizzazione delle sale, il rapporto con i clienti e l'attenzione che un servizio ben eseguito richiede.

A poco a poco comprende che dietro un ristorante non ci sono soltanto i piatti preparati in cucina, ma un insieme di capacità che devono funzionare in armonia.

Negli anni successivi lavora anche al Ristorante Tre Corone, in Piazza Bra, continuando ad accumulare esperienza.

Non è ancora riuscito, però, a raggiungere quella sicurezza economica che desiderava fin da ragazzo.

Le giornate passano, il lavoro non manca, ma i guadagni sono modesti e le possibilità di costruire qualcosa di proprio sembrano ancora lontane.

È proprio durante questo periodo di insoddisfazione che arriva una proposta destinata a cambiare la sua vita.

1966. Una vecchia trattoria e una grande scommessa

Un familiare racconta a Renato dell'esistenza di una trattoria lungo la strada che collega Verona a Vicenza, nella zona del Ponte delle Asse, tra Vago e Caldiero.

Il locale non gode di una particolare reputazione.

L'edificio è vecchio, gli ambienti avrebbero bisogno di importanti lavori e la clientela è scarsa. Lo stesso gestore uscente cerca di scoraggiare Renato, spiegando che le persone passano lungo quella strada senza fermarsi.

Lo stabile nella campagna veronese nei primi anni Sessanta, prima dell'apertura della Trattoria da Renato.
Lo stabile nei primi anni Sessanta, prima dell'apertura della Trattoria da Renato.

Renato, però, decide di osservare il locale con gli occhi di chi conosce il mestiere.

Si ferma a mangiare, valuta il servizio, la cucina, la pulizia e l'organizzazione.

Si rende conto che molti dei problemi non dipendono dalla posizione, ma da come viene condotta l'attività.

Quello che per altri rappresenta un locale poco promettente, per lui diventa un'opportunità.

Nel 1966, raggiunto un accordo con la proprietaria dell'immobile, Renato prende in gestione quella piccola attività.

Nasce così la Trattoria da Renato.

La struttura dispone di un bar, una cucina piuttosto piccola, una sala da pranzo con circa trenta posti e alcuni ambienti al piano superiore.

C'è molto da fare.

Renato comincia con pulizie, tinteggiature, sistemazione degli spazi e miglioramento del servizio.

Nei primi tempi cucina personalmente molti dei piatti proposti. Il menù segue la tradizione casalinga: spaghetti alla carbonara, pastissada de caval, ossobuco con polenta, trote e altre specialità della cucina veronese.

Quando un cliente chiede qualcosa che non è previsto, cerca spesso di trovare una soluzione.

Al suo fianco ci sono collaboratori e familiari pronti a dare una mano nei momenti più impegnativi.

La voce della nuova gestione comincia lentamente a diffondersi. Arrivano persone incuriosite dal cambiamento, conoscenti dei precedenti lavori e clienti che, dopo una prima visita, decidono di ritornare.

La strada intrapresa sembra finalmente quella giusta e la trattoria continua a crescere.

Renato davanti alla grande insegna della Trattoria da Renato alla fine degli anni Sessanta.
Renato davanti all'insegna della trattoria, alla fine degli anni Sessanta.

L'edificio che Renato aveva scelto quasi esclusivamente per intuito possedeva, tra l'altro, una storia molto più antica: già in documenti seicenteschi quel luogo compare come sede di un'osteria.

Senza saperlo, Renato aveva restituito vitalità a una tradizione di ospitalità che apparteneva da secoli a quella strada.

Documento storico che testimonia l’antica presenza di un’osteria in questo luogo.
Documento storico che testimonia l’antica presenza di un’osteria in questo luogo.

Maria Teresa, l'incontro che cambia una vita

Mentre Renato è sempre più impegnato nella sua attività, a pochi chilometri di distanza anche Maria Teresa sta costruendo il proprio futuro.

Maria Teresa cresce a Caldierino, in una famiglia contadina.

La vita della campagna è regolata dalle stagioni, dalle necessità della terra e da giornate di lavoro nelle quali ciascuno deve offrire il proprio contributo.

Anche la sua infanzia attraversa gli anni difficili della guerra e del dopoguerra.

Crescendo, Maria Teresa desidera trovare un'indipendenza economica e intraprende un'attività lavorativa presso un laboratorio orafo.

È una ragazza abituata alla semplicità, agli ambienti familiari e a un lavoro che richiede attenzione e precisione.

Il mondo della ristorazione, con il suo continuo movimento e le sue giornate imprevedibili, è ancora completamente estraneo alla sua vita.

Un giorno, intorno al 1968, Renato nota dalla finestra della trattoria una giovane donna che passa a piedi lungo la strada.

La rivede il giorno seguente e poi ancora.

Quel percorso sembra essere abituale.

Renato vorrebbe conoscerla, ma non sa chi sia.

La possibilità arriva grazie a un familiare di Maria Teresa, già cliente della trattoria, che per una coincidenza si trova ad aiutare il padre di Renato in alcuni lavori agricoli.

Renato scopre così chi sia quella ragazza e riesce finalmente a incontrarla.

Il corteggiamento comincia con qualche imbarazzo, come spesso accade quando due persone si piacciono ma ancora non si conoscono.

Seguono fiori, piccoli regali e inviti a cena nei ristoranti che Renato conosce grazie alla sua professione.

Lui è convinto di avere trovato la persona con cui desidera costruire una famiglia e vorrebbe sposarsi presto.

Maria Teresa, più prudente, preferirebbe attendere ancora un po'.

Ma Renato insiste, naturalmente senza rinunciare alle attenzioni.

Alla fine, dopo pochi mesi di fidanzamento, arriva la decisione di sposarsi.

Il 3 settembre 1970 Renato e Maria Teresa diventano marito e moglie.

È l'inizio di un percorso che unirà definitivamente la loro vita privata a quella lavorativa.

Maria Teresa il giorno del matrimonio, 1970.
Maria Teresa il giorno del matrimonio, 1970.

Due caratteri diversi, un progetto comune

Il matrimonio segna una nuova fase anche per la trattoria.

Maria Teresa entra progressivamente nell'attività del marito, ma l'adattamento non è semplice.

Fino a quel momento aveva conosciuto la tranquillità relativa della campagna e il lavoro silenzioso del laboratorio.

Ora si trova in un ambiente dove le persone parlano, si chiamano, chiedono, si muovono continuamente. Le giornate di maggiore lavoro coincidono spesso con le domeniche e le festività, proprio quando le altre famiglie possono trascorrere del tempo insieme.

Per Maria Teresa è un cambiamento profondo.

Non sempre si sente a proprio agio e inizialmente fatica a riconoscersi in quel mondo.

Renato, che invece vi lavora da molti anni, è ormai abituato al movimento delle sale e al contatto costante con gli ospiti.

Con il tempo trovano un equilibrio.

Maria Teresa comincia occupandosi del bar, imparando a conoscere i clienti e acquistando gradualmente maggiore sicurezza.

Successivamente si avvicina alla cucina, dove scopre di poter mettere a frutto la propria pazienza, l'attenzione e la capacità di lavorare con precisione.

L'esperienza cresce giorno dopo giorno, fino a trasformarla in una presenza fondamentale dell'attività.

Intanto i coniugi continuano a investire tempo e risorse nella trattoria.

Gli ambienti vengono migliorati, la cucina si amplia e il servizio diventa sempre più curato.

Il lavoro assorbe buona parte delle loro giornate.

Ci sono serate affollate, periodi più tranquilli, imprevisti e difficoltà. Ma anche la soddisfazione di vedere ritornare i clienti e di rendersi conto che il locale sta conquistando una reputazione.

Una reputazione costruita senza scorciatoie, attraverso la continuità del lavoro e l'attenzione per le persone.

Renato e Maria Teresa dietro il banco del bar, novembre 1970.
Renato e Maria Teresa dietro il banco del bar, novembre 1970.

Una famiglia che cresce

Accanto al desiderio di far crescere l'attività, Renato e Maria Teresa coltivano quello di avere un figlio.

Nel 1975 nasce Daniele.

Per Renato e Maria Teresa è una gioia immensa, il completamento di una famiglia desiderata e costruita insieme.

La vita cambia ancora.

Crescere un bambino e gestire un ristorante richiede una capacità di organizzazione che spesso lascia poco spazio al riposo.

Il lavoro continua a svolgersi proprio nei giorni in cui le altre famiglie si riuniscono.

Il confine tra casa e attività diventa sottile, come accade spesso nelle imprese familiari.

Daniele cresce così a contatto con un ambiente fatto di tavoli da preparare, clienti da accogliere, cucine in movimento e persone impegnate a lavorare.

Intorno a lui ci sono i genitori, i familiari e i collaboratori che nel tempo contribuiscono alla vita del locale.

Per Renato e Maria Teresa la crescita del figlio e quella del ristorante diventano due parti inseparabili della loro storia.

La trasformazione della trattoria

Negli anni successivi il locale cambia gradualmente identità.

Quella che era nata come una trattoria di cucina casalinga diventa un ristorante sempre più conosciuto.

L'attività cresce, gli ambienti vengono rinnovati e il servizio si adatta alle esigenze di una clientela che nel tempo cambia abitudini e aspettative.

Anche la proposta gastronomica si evolve.

Le specialità della tradizione rimangono parte della memoria del locale, ma la cucina trova una nuova espressione soprattutto nei piatti di pesce di mare.

È un percorso costruito progressivamente, attraverso esperienza, sperimentazione e attenzione alla scelta delle materie prime.

Maria Teresa assume un ruolo sempre più importante nella cucina, mentre Renato continua a dedicarsi all'accoglienza, all'organizzazione e al rapporto con gli ospiti.

I due condividono le decisioni, i sacrifici e i risultati.

Nel frattempo il ristorante diventa anche un luogo di incontri, celebrazioni familiari e occasioni importanti.

Passano generazioni di clienti. Alcuni arrivano per una ricorrenza, altri diventano frequentatori abituali, altri ancora tornano dopo molti anni ritrovando un ambiente che custodisce una parte dei loro ricordi.

Accanto ai proprietari lavorano persone diverse, alcune per periodi brevi, altre per molti anni.

Il contributo di camerieri, cuochi, collaboratori e familiari diventa parte integrante della storia dell'attività.

Renato e Maria Teresa non dimenticano quanto sia stato importante poter contare su persone che hanno condiviso con loro non soltanto il lavoro, ma anche un lungo tratto di vita.

Il personale della trattoria in una fotografia storica.
Il personale della trattoria in una fotografia storica.

La palma fossile, il simbolo di un luogo

Chi entra nel Ristorante Renato incontra un oggetto insolito, capace di attirare immediatamente l'attenzione: una grande palma fossile.

Il reperto, custodito da decenni nel locale, è diventato nel tempo uno dei suoi simboli più riconoscibili.

La sua storia risale al 1972.

Grazie all'amicizia con un pittore appassionato di fossili, Renato e Maria Teresa si recano a Bolca, nella Lessinia veronese, un luogo conosciuto per gli straordinari reperti custoditi nelle sue rocce.

Durante quella visita incontrano la Famiglia Cerato, da sempre curatori della Pesciaia di Bolca e hanno l'occasione di acquistare una palma risalente all'Eocene, un'epoca lontana decine di milioni di anni.

Ne rimangono immediatamente affascinati.

La palma trova posto nel ristorante, dove diventa parte dell'arredamento e della sua identità.

Nel corso degli anni, mentre il locale viene ampliato e rinnovato, quel reperto continua a rappresentare un legame con la storia e con il territorio.

Oggi la sua immagine è stata scelta anche come simbolo grafico del Ristorante Renato.

Un oggetto nato in un passato remotissimo, che accompagna da oltre mezzo secolo la storia di una famiglia.

La palma fossile originale custodita al Ristorante Renato.
La palma fossile originale custodita al Ristorante Renato.

Una nuova generazione

Intanto Daniele cresce e comincia a conoscere il mestiere dei genitori non soltanto osservandolo, ma anche attraverso la propria formazione.

Frequenta la scuola alberghiera e successivamente lavora in altri ristoranti, soprattutto sul lago di Garda, dove approfondisce l'organizzazione del servizio e il rapporto con una clientela internazionale.

Il suo percorso comprende inoltre lo studio del vino, fino al conseguimento del diploma di sommelier.

Renato e Maria Teresa vedono maturare nel figlio una preparazione professionale diversa dalla loro.

Nel frattempo anche il mondo della ristorazione è cambiato.

Alle competenze tradizionali si aggiungono nuove responsabilità amministrative, normative più complesse, strumenti informatici e modalità di gestione che richiedono un aggiornamento continuo.

Per Renato e Maria Teresa arriva così il momento di affrontare una decisione importante.

Dopo trentatré anni di attività, comprendono che il futuro del ristorante può essere affidato alla nuova generazione.

Nel 1999 la gestione passa a Daniele.

Non è una rottura con il passato, ma l'inizio di una nuova fase.

Daniele raccoglie l'esperienza costruita dai fondatori e si assumono la responsabilità di accompagnare il ristorante negli anni successivi aiutato anche da Sonia, conosciuta ai tempi della scuola alberghiera di Verona e diventata nel frattempo sua compagna di vita.

Vengono realizzati nuovi interventi sugli ambienti, migliorata l'organizzazione e sviluppata ulteriormente l'offerta gastronomica, con particolare attenzione alla cucina di pesce e alla carta dei vini.

Cambiano strumenti e metodi di lavoro, ma resta centrale il rapporto con la clientela.

Renato e Maria Teresa continuano a essere presenti, portando esperienza, memoria e una conoscenza del mestiere costruita in decenni di attività.

È questa continuità tra generazioni a rappresentare uno degli aspetti più importanti della storia del ristorante.

Il Ristorante Renato dopo i lavori di ampliamento.
Il Ristorante Renato dopo i lavori di ampliamento.
2016 · Un riconoscimento importante

Cinquant’anni di passione, una medaglia d’oro

Nel dicembre del 2016, in occasione dei primi cinquant’anni di attività, il Ristorante Renato viene premiato dalla Camera di Commercio con una medaglia d’oro e una pergamena.

Il quotidiano veronese L’Arena dedica alla famiglia un articolo dal titolo «Medaglia d’oro a Renato: in tavola da mezzo secolo», ripercorrendo la storia della trattoria, la cucina di Maria Teresa e il passaggio della gestione a Daniele e Sonia.

Articolo de L’Arena del 27 dicembre 2016, Medaglia d’oro a Renato: in tavola da mezzo secolo. Fotografie della famiglia e della storica insegna della trattoria.
L’Arena · 27 dicembre 2016 · Articolo di Giuseppe Corrà
Leggi l’articolo originale ingrandito

Sessant'anni di storia, e un racconto che continua

Nel 2026 il Ristorante Renato celebra sessant'anni di attività.

Sono trascorsi sessant'anni da quando Renato, giovane ristoratore alla ricerca della propria strada, decise di scommettere su una piccola trattoria lungo la strada tra Verona e Vicenza.

Da allora sono cambiate molte cose.

La cucina si è evoluta, gli ambienti sono stati trasformati, le generazioni si sono succedute e il mondo della ristorazione è diventato profondamente diverso.

Ma alcuni elementi sono rimasti costanti.

Il rispetto per il lavoro, la cura dell'ospitalità, l'attenzione alla qualità e il desiderio di far sentire ogni ospite accolto.

Oggi Renato, a 91 anni, continua a essere presente nel ristorante che ha fondato.

Maria Teresa, a 84 anni, è ancora impegnata in cucina, luogo nel quale ha trascorso buona parte della propria vita e al quale ha contribuito a dare un'identità.

Dal 1999 il Ristorante Renato è portato avanti da Daniele e dalla sua compagna Sonia, che ne curano la gestione, raccogliendo l'eredità professionale e umana di chi li ha preceduti e continuando a svilupparla con il proprio lavoro.

Accanto a loro rimane il contributo delle persone che ogni giorno partecipano alla vita del locale, così come quello di tutti i collaboratori che nel corso dei decenni ne hanno accompagnato la crescita.

Il Ristorante Renato non è soltanto il risultato del lavoro di una famiglia, ma anche la somma dei rapporti umani, delle esperienze e dei ricordi costruiti intorno ai suoi tavoli.

La sua storia è stata raccolta nel libro Ristorante Renato, già Trattoria da Renato — Una storia che viene da lontano, scritto da Renzo Zerbato attraverso i racconti di Renato e Maria Teresa.

Un'opera nata dal desiderio di conservare la memoria di un percorso che parte dall'infanzia negli anni della guerra e arriva alla costruzione di un'attività tramandata da una generazione all'altra.

Sessant'anni dopo, quel percorso non si è concluso.

Continua ogni giorno, fra la cucina e la sala, nell'impegno di chi lavora e nella presenza degli ospiti che continuano a scegliere questo luogo.

Perché alcune storie non appartengono soltanto al passato. Continuano a vivere nelle persone che le portano avanti.

Testo liberamente rielaborato dal volume «Ristorante Renato, già Trattoria da Renato — Una storia che viene da lontano», scritto da Renzo Zerbato sulla base dei racconti di Renato Bologna e Maria Teresa Ruffo.